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DHT: cos’è e perché è la causa principale della calvizie
Il DHT (diidrotestosterone) è l’ormone direttamente responsabile dell’alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie sia negli uomini che nelle donne. Capire come agisce il DHT sui follicoli piliferi è fondamentale per comprendere perché alcune persone perdono i capelli e altre no, perché certe zone del cuoio capelluto restano sempre dense mentre altre si diradano, e quali trattamenti possono davvero contrastarne gli effetti. In questa guida trovi una spiegazione completa del diidrotestosterone: cos’è, come si forma, come agisce sui follicoli e quali strategie esistono per limitarne l’impatto.
Cos’è
Il DHT è un ormone androgeno derivato dal testosterone attraverso l’azione di un enzima chiamato 5-alfa-reduttasi. Questa conversione avviene principalmente nella pelle, nel cuoio capelluto, nella prostata e nei follicoli piliferi stessi. Il diidrotestosterone è biologicamente molto più potente del testosterone — si lega con un’affinità 5 volte superiore ai recettori androgenici cellulari — il che lo rende l’ormone con l’impatto più rilevante sulla miniaturizzazione follicolare.
Il diidrotestosterone non è “il nemico” in senso assoluto: è un ormone essenziale per lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili durante la pubertà e per altre funzioni fisiologiche. Il problema nella calvizie non è la quantità di DHT in circolo, ma la sensibilità genetica di alcuni follicoli piliferi alla sua azione.
Il meccanismo della miniaturizzazione
Nei follicoli geneticamente predisposti, il diidrotestosterone si lega ai recettori androgenici presenti nella papilla dermica — la struttura alla base del follicolo responsabile della crescita del capello. Questo legame innesca una cascata di segnali che porta progressivamente a:
- Riduzione della fase anagen: il ciclo di crescita attiva del capello si accorcia progressivamente a ogni ciclo, da diversi anni a pochi mesi
- Miniaturizzazione del follicolo: il follicolo si restringe fisicamente, producendo capelli sempre più sottili, corti e chiari
- Aumento della fase telogen: il capello passa più tempo in fase di riposo rispetto alla fase di crescita
- Atrofia progressiva: dopo diversi cicli di miniaturizzazione, il follicolo può smettere completamente di produrre capelli visibili, anche se spesso non si atrofizza del tutto
Questo processo richiede anni per manifestarsi completamente — è per questo che la calvizie androgenetica è graduale e progressiva, non improvvisa.
Perché il diidrotestosterone colpisce solo alcune zone del cuoio capelluto
Una delle domande più frequenti sul DHT è perché causi calvizie solo in alcune aree — fronte, vertice — mentre la nuca e i lati rimangono quasi sempre densi, anche in calvizie molto avanzate. La risposta sta nella distribuzione genetica dei recettori androgenici.
I follicoli della zona frontale e del vertice hanno, in chi è geneticamente predisposto, una concentrazione più alta di recettori sensibili al DHT. I follicoli della zona occipitale (nuca) e temporale (lati) sono invece geneticamente resistenti all’azione del DHT in quasi tutte le persone — indipendentemente dal livello di calvizie.
Questo principio è la base scientifica del trapianto capelli: i follicoli prelevati dalla zona donatrice (resistente al DHT) mantengono questa resistenza anche dopo essere stati reimpiantati nella zona frontale o nel vertice, motivo per cui i capelli trapiantati non cadono più nel tempo.
Calvizie femminile
Il ruolo del diidrotestosterone nell’alopecia androgenetica femminile è meno diretto rispetto agli uomini, ma comunque centrale. Le donne hanno livelli di testosterone e diidrotestosterone significativamente più bassi, ma anche piccole quantità possono attivare la miniaturizzazione nei follicoli geneticamente sensibili — soprattutto in presenza di condizioni che aumentano la produzione di androgeni, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
Il pattern di caduta femminile è generalmente diffuso sulla sommità con preservazione della linea frontale, diverso dal pattern maschile concentrato su fronte e vertice. Questa differenza è dovuta anche al ruolo protettivo degli estrogeni, che si riduce significativamente dopo la menopausa — periodo in cui molte donne notano un peggioramento del diradamento.
→ Approfondisci nella guida completa sull’alopecia androgenetica femminile
Come bloccare o ridurre l’effetto
Finasteride e dutasteride
La finasteride e la dutasteride sono farmaci che inibiscono l’enzima 5-alfa-reduttasi, riducendo la conversione del testosterone in DHT a livello sistemico fino al 70-90%. Sono i trattamenti farmacologici più efficaci per l’alopecia androgenetica maschile, disponibili solo su prescrizione medica per i possibili effetti collaterali (riduzione della libido, disfunzioni sessuali in una minoranza di pazienti). Non sono indicati per le donne in età fertile per il rischio teratogeno.
Minoxidil
Il minoxidil non agisce direttamente sul DHT, ma stimola la fase anagen e migliora la vascolarizzazione del follicolo, contrastando in parte gli effetti della miniaturizzazione. È spesso usato in combinazione con i bloccanti del DHT per un effetto sinergico, e è l’unica opzione farmacologica approvata per le donne (al 2%).
Inibitori naturali
Alcuni principi attivi naturali hanno mostrato un’azione inibitoria sulla 5-alfa-reduttasi, seppur più debole dei farmaci:
- Olio di rosmarino: oltre alla stimolazione circolatoria, ha mostrato in alcuni studi un’azione di modulazione del diidrotestosterone a livello locale
- Capixyl: complesso usato nelle fiale anticaduta professionali, riduce i livelli di DHT locale nel cuoio capelluto
- Saw palmetto (Serenoa repens): estratto vegetale con azione inibitoria sulla 5-alfa-reduttasi documentata in alcuni studi, anche se con efficacia inferiore alla finasteride
→ Scopri le fiale anticaduta Philip Martin’s con Capixyl
PRP e cellule staminali
Il PRP e le cellule staminali non agiscono direttamente sul diidrotestosterone, ma contrastano i suoi effetti stimolando i follicoli a rimanere più a lungo in fase anagen e favorendo la rigenerazione dei follicoli miniaturizzati. Sono trattamenti particolarmente utili in combinazione con i bloccanti del DHT, o come alternativa per chi non può o non vuole assumere farmaci sistemici.
Trapianto capelli
Il trapianto capelli è l’unica soluzione che elimina completamente il problema del DHT nelle zone trattate, perché sposta follicoli geneticamente resistenti dalla zona donatrice alle aree colpite dalla miniaturizzazione. Non riduce il DHT in circolo, ma rende irrilevante la sua azione nei follicoli trapiantati.
→ Scopri la guida completa al trapianto capelli
Come sapere se il DHT sta causando la tua caduta
Non esiste un esame del sangue che misuri direttamente “quanto diidrotestosterone sta colpendo i tuoi follicoli” — il DHT agisce localmente nel cuoio capelluto, non in modo proporzionale ai suoi livelli sistemici nel sangue. Il modo più affidabile per identificare un’alopecia androgenetica mediata dal DHT è la tricoscopia, che permette di osservare:
- Il pattern di miniaturizzazione (capelli di diametro variabile, segno caratteristico della calvizie androgenetica)
- La distribuzione della caduta (frontale/vertice negli uomini, diffusa con preservazione frontale nelle donne)
- L’eventuale presenza di altre cause concomitanti
In alcuni casi, soprattutto nelle donne con sospetta PCOS, un profilo ormonale completo (testosterone totale e libero, DHEA, androstenedione) può essere utile per identificare un eccesso di produzione androgenica sistemica.
Domande frequenti
Il DHT causa sempre la calvizie?
No. Il DHT causa calvizie solo nei follicoli geneticamente predisposti ad esserne sensibili. Due persone con livelli di DHT identici possono avere destini completamente diversi: chi ha follicoli resistenti non perderà mai i capelli per questa causa, chi ha follicoli sensibili svilupperà calvizie nel tempo. È la combinazione di DHT e predisposizione genetica recettoriale che determina il risultato.
Si può ridurre il DHT con l’alimentazione?
Alcuni alimenti contengono composti con una debole azione inibitoria sulla 5-alfa-reduttasi (semi di zucca, tè verde, saw palmetto), ma l’effetto è molto più contenuto rispetto ai farmaci specifici. Non esiste una dieta in grado di bloccare significativamente la conversione del testosterone in DHT. L’alimentazione resta importante per la salute generale dei capelli, ma non è una strategia efficace contro l’azione del DHT sui follicoli sensibili.
Gli uomini con più DHT hanno più capelli o sono più calvi?
Né l’uno né l’altro in modo diretto. Il livello di DHT in circolo non è il fattore predittivo principale della calvizie — lo è la sensibilità genetica dei recettori androgenici nei follicoli. È noto che molti uomini con calvizie avanzata hanno livelli di DHT nella norma, mentre alcuni uomini con DHT elevato non perdono mai i capelli, semplicemente perché i loro follicoli non sono geneticamente sensibili.
Bloccare il DHT fa ricrescere i capelli già persi?
Bloccare il DHT con finasteride o dutasteride può fermare la progressione della miniaturizzazione e, in alcuni casi, favorire una parziale ricrescita nei follicoli non ancora completamente atrofizzati. Nei follicoli che hanno smesso di produrre capelli da molto tempo, l’effetto è generalmente nullo: a quel punto solo il trapianto capelli può ripristinare la copertura in quelle zone.
Vuoi sapere se il DHT è la causa della tua caduta?
Una tricoscopia diagnostica permette di identificare con precisione se la tua caduta è mediata dal DHT (alopecia androgenetica) o ha un’altra origine, e di scegliere il trattamento più efficace per il tuo caso specifico — dai bloccanti del DHT al PRP, dalle cellule staminali al trapianto capillare.



