Trapianto di capelli? Tutto ciò che devi sapere

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Trapianto di capelli

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Sempre più persone, soprattutto uomini, ricorrono al trapianto di capelli per recuperare l’immagine ideale che hanno di sé. Spesso, a causa dell’ereditarietà della perdita di capelli o per cause postume e/o imprevedibili, l’individuo si ritrova riflessa davanti allo specchio un’immagine che non riconosce, questo può causare non solo un impatto estetico non gradito, bensì anche la perdita di autostima e fiducia in sé stessi. 

La scienza, la medicina e le nuove tecnologie corrono in soccorso di tutti quegli uomini affetti da calvizie, e non solo, che hanno l’esigenza di riprendere in mano la propria vita, senza timore del mondo esterno e degli sguardi arcigni e giudicanti. Approfondiamo insieme l’argomento.

 

Trapianto di capelli: cos’è e perché effettuarlo

I capelli, di per sé, sono una parte fondamentale della persona. Per Sansone, un giudice biblico, la chioma era sinonimo di vigore; infatti, era proprio nei capelli che risiedeva la sua forza e, appena avvenuto il taglio sotto inganno, perse vitalità. 

Come per Sansone, anche per tanti uomini e donne la folta chioma rappresenta non solo la forza interiore ma anche, e soprattutto, la propria personalità.

Attraverso un taglio particolare di capelli oppure attraverso la possibilità di poterli tingere, ecc, si può dare piena espressione al proprio estro. 

Alla luce di tutto questo, qualora si dovesse verificare la situazione in cui si perdano i capelli e si presenta un capo “a chiazze”, può sorgere malumore, perdita di sicurezza verso sé stessi e potrebbe sorgere il senso di inadeguatezza e insoddisfazione.

Diverse persone, soprattutto uomini perché maggiormente soggetti a calvizie, ricorrono al trapianto di capelli per riappropriarsi della propria identità. 

Il trapianto di capelli è una vera e propria tecnica chirurgica; infatti, ci si dovrà sottoporre a un intervento, che permette di risolvere, nel 98% dei casi, definitivamente il problema appena esposto. Risulta, infatti, una soluzione comoda e, soprattutto, sicura.

Prima di capire quali tecniche possono essere utilizzate, capiamo in quali casi è bene ricorrere a questa soluzione.

 

Trapianto di capelli: la scala Hamilton-Norwood

La scala di Hamilton-Norwood viene utilizzata per classificare nello specifico le fasi della calvizie maschile.

In base allo stadio in cui ci si trovi, i professionisti interverranno nel modo più appropriato per ottenere la buona riuscita dell’intervento. 

Le fasi sono in totale sette.

  • Tutti gli uomini che si ritrovano nella prima fase presenteranno una piccola oppure alcuna recessione dell’attaccatura dei capelli.
  • Nella seconda, invece, sono le presenti le aree triangolari di recessione sull’attaccatura frontotemporale. 
  • Nella terza sono presenti le recessioni profonde alle tempie che sono coperte da capelli radi o calvi;
  • Nella quarta è presente la recessione frontotemporale più importante con peli radi o assenti sul vertice.
  • Nella quinta l’area di perdita dei capelli del vertice è separata dall’area frontotemporale ma è meno distinta.
  • Nella sesta vi è l’unione delle aree frontotemporali e del vertice, l’estensione della calvizie è maggiore;
  • Nella settima ed ultima fase rimane solo una sottile fascia di capelli sui lati e sul retro del cuoio capelluto e si presenta a forma di “U”.

 

Trapianto di capelli: quante e quali tecniche si utilizzano

È bene precisare che, rispetto al passato, sono state inventate, testate e approvate nuove tecniche che risultano decisamente più efficaci e meno invasive. Il miglioramento degli strumenti e del metodo utilizzati hanno permesso, col passare del tempo, di proporre al paziente in questione delle soluzioni più ottimali con risultati nettamente migliori. 

Infatti, si sono constatati clienti più soddisfatti grazie a un risultato finale che si presentava più naturale, le cicatrici diventavano sempre meno visibili e i tempi di recupero sempre più ridotti.

Tra queste nuove tecniche per l’infoltimento dei capelli hanno conquistato il podio la FUE e la DHI.

 

FUE e DHI: come si effettuano

Il metodo FUE porta con sé diversi vantaggi. Tra questi abbiamo l’utilizzo di strumenti di dimensioni ridotte; non è in alcun modo invasivo e, soprattutto, non lascia cicatrici. L’intervento inizia con il prelievo di diverse unità follicolari, una per volta, da una zona che si presenta maggiormente folta. Solitamente, si preferisce prelevarli da dietro la nuca. 

In seguito, si selezioneranno i follicoli che subiranno un trattamento di depurazione e, infine, verranno impiantati singolarmente nella zona interessata. Quest’ultima operazione avverrà attraverso l’utilizzo di una strumentazione all’avanguardia che presenta sottilissimi aghi che andranno a praticare delle piccole microincisioni. 

Qualora qualcuno si stesse preoccupando del dolore o fosse traumatizzato dal termine “intervento”, non c’è da preoccuparsi.

Tutta l’operazione avverrà sotto anestesia locale, quindi l’individuo non sentirà alcun dolore. È bene anche specificare che non c’è un tempo preciso della durata dell’intervento perché dipenderà dall’ampiezza della zona da trattare. 

Il metodo DHI si differenzia dal metodo FUE perché non si andranno ad effettuare in precedenza le microincisioni. Infatti, il trapianto di capelli che utilizza questo metodo prevede il prelievo del follicolo dalla zona donatrice e l’immediato trapianto sulla zona ricevente. 

La tecnica può essere effettuata tramite l’utilizzo di appositi strumenti chirurgici che hanno delle punte molto sottili. Sono in grado, infatti, di trasferire l’unità follicolare, tramite una pressione, direttamente nel cuoio. Il tutto avviene con estrema precisione e rapidità, sempre se ci si affiderà alle mani esperte di professionisti che vantano anni di esperienza nel settore.

 

Trapianto di capelli: quanto è efficace il trattamento?

Come detto nel primo paragrafo, la percentuale di successo è estremamente alta, infatti si stima al 98%. L’efficacia in sé del trattamento, in relazione sia al benessere del capello e alla precisione dell’intervento sia all’impatto estetico, è da attribuire esclusivamente al professionista a cui ci si andrà a rivolgere.

Le nuove tecnologie mettono a disposizione tecniche sempre meno invasive e più precise, però saranno le mani del medico che dovranno effettivamente procedere con il lavoro. Gli esperti sono validi quando sono guidati da una testa abile e costantemente aggiornata sulle ultime novità

Si potrebbero verificare delle problematiche che vanno dal danneggiamento della zona donatrice fino all’eccessivo sanguinamento, ecc. Le complicanze si possono manifestare in ogni tipo di intervento, ciò che fa la differenza è la bravura del professionista e delle tecniche che utilizza.

Infatti, è proprio seguendo questi parametri che bisognerà scegliere il medico o la clinica ad hoc a cui sottoporsi e a cui affidarsi. In questo modo viene garantito realmente un risultato finale ottimale.

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